Lega Nord Savona: GIOVANI PADANI

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MOVIMENTO GIOVANI PADANI

Ecco le bugie della sinistra sulla scuola 

Con il maestro unico si perde in qualità”. FALSO Verranno mantenuti gli insegnanti di religione ed inglese. Gli insegnanti elementari sono abilitati con un’unica classe di concorso proprio perché possono insegnare tutte le materie.

I moduli sono migliori del maestro unico”. FALSO Il sistema a moduli è un’anomalia tutta italiana, nata in un momento di calo della natalità. Quando c’era il maestro unico la scuola elementare italiana era tra le prime tre in Europa.

Verranno tagliati gli insegnanti di sostegno”. FALSO Né il decreto, né il piano programmatico parlano di riduzione degli insegnanti di sostegno.

"Verranno chiuse le scuole di montagna". FALSO Il piano programmatico prevede “il progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e a sezioni staccate con meno di 50 alunni” ma specifica che ciò riguarda “territori non ubicati nelle comunità montane”.

"Il governo non pensa ai precari". FALSO Il governo ha riaperto le graduatorie di insegnamento anche per il 9° ciclo delle Ssis (Scuole di specializzazione per l’insegnamento alle superiori), che invece il governo Prodi aveva escluso.
 

Ecco invece le verità sulla riforma della scuola:
 

Sinistra e sindacati hanno trasformato la scuola in uno stipendificio. VERO Abbiamo 200 mila insegnanti più che in Germania (che ha una popolazione di 20 milioni di persone superiore alla nostra) con una media di 1 docente ogni 9 alunni contro una media Ocse di 1 a 12, ma pagati male (30 mila euro all’anno contro i 50 mila della Germania). Il risultato è un corpo docente poco motivato, poco rispettato dagli studenti, ma anche dai genitori.

Più bidelli che Carabinieri. VERO In Italia ci sono più bidelli (167 mila) che Carabinieri (118 mila) eppure le pulizie sono appaltate ad aziende esterne, con un notevole aggravio di costi.

Il governo vuole insegnanti più preparati e pagati meglio. VERO Il 30% dei risparmi che deriveranno da una migliore organizzazione della scuola saranno utilizzati per

aumentare gli stipendi premiando chi fa formazione e raggiunge i risultati: meno insegnanti ma più preparati.

La Lega vuole insegnanti del territorio. VERO Basta insegnanti che arrivano da altre Regioni, passano davanti ai residenti e chiedono il trasferimento magari dopo qualche mese. Grazie alla Lega Nord le graduatorie per le scuole elementari sono tornate su base provinciale e non nazionale. Abbiamo inoltre presentato un progetto di legge per il reclutamento regionale di tutti gli insegnanti.

Grazie alla Lega Nord, meno spese per i libri di testo. VERO Le scuole devono adottare i libri il cui editore si impegna a mantenere il testo invariato per 5 anni e il testo deve durare per l’intero ciclo scolastico.

Torna il voto in condotta per combattere il bullismo nelle scuole. VERO Occorre riaffermare una cultura dei diritti ma anche dei doveri, perché i nostri giovani capiscano fin dalla scuola che esistono delle regole che devono essere rispettate.

“Il governo cancella il tempo pieno”. FALSO Con il ritorno al maestro unico ed eliminando le compresenze degli insegnanti, il tempo pieno non solo non sarà tagliato, ma verrà addirittura potenziato laddove è necessario. Nel piano programmatico è chiaramente scritto che le famiglie potranno scegliere tra 24, 27, 30 e 40 ore.


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Solidarietà dal MGP

Il MGP intende esprimere la più sincera solidarieta all’amico Edoardo Gambaretto, il quale oggi è stato vittima di aggressioni gratuite da parte di un gruppo di extra comunitari. Siamo vicini a lui ed alla sua famiglia, ancora di più dopo aver saputo che il tutto è nato per aver appeso un manifesto nella bacheca della Lega Nord di Albisola Superiore.

Ancora una volta si è dimostrato come l’integrazione e la tolleranza di alcuni gruppi etnici qui in Italia sia difficoltosa e lontana dal raggiungere standard minimi di civiltà. Edoardo si è dimostrato coraggioso nel battersi per le sue idee indipendentemente dall’essere giuste o sbagliate. E’ dovere morale di tutti difendere la libertà di espressione nel nostro paese, requisito vitale della nostra democrazia. In questo caso non è stato solo aggredito un ragazzo di 15 anni ma gli è stato impedito di esprimersi, di comunicare, di potere pensare. Questi episodi sono gravi e sono sintomo di una società sofferente in crisi di valori.

Mi auguro che presto Edoardo possa continuare ad aiutarci nelle nostre battaglie con più forza ed entusiasmo di prima e che, chi ha commesso questi gesti di violenza, possa meditare e pagare per i gesti compiuti. Sarebbe una vergogna se non venissero puniti, ancora di più se si pensa che sono stati gesti di violenza premeditati. Infine vorrei sottolineare come il problema dell’immigrazione sia un problema serio e che l’attuale legge regionale sull’immigrazione provvederà a complicare. Infatti la Liguria diventerà un “oasi” per tutti gli extra comunitari (diritto di voto amministrativo, sanità gratis, sportelli personali all’interno degli ospedali, rimpatri salme a spese dei liguri); questo non farà altro che aumentare il numero di immigrati presenti sul nostro territorio senza chiedersi se e come si sono integrati quelli che già vi abitano. 

Andrea Bronda 
Coordinatore Provinciale

 

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25 aprile, 2008

 


Il 25 aprile ricordiamoci che i partigiani non furono di una sola parte politica. Ci furono partigiani rossi e bianchi. Non dimentichiamoci che tra tutti questi, vi furono anche i Federalisti Interni, coloro che promuovevano il Federalismo come ideale di pace e libertà all'interno dell'Italia e dell'Europa. In piena Guerra Mondiale questi uomini proposero l'unificazione europea attraverso il Federalismo. Questa idea dirompente dovrebbe portare questi personaggi tra i padri fondatori dell'Europa, ed invece troppo spesso vengono dimenticati.

Tra questi federalisti possiamo ricordare Gianfranco Miglio, che dal 1943, insieme a Tommaso Zerbi (che fu membro dell'Assemblea Costituente) partecipò al Cisalpino, foglio clandestino per la diffusione delle idee autonomiste e federaliste in seno agli ambienti cattolici.
Gianfranco Miglio continuò a lavorare per una riforma costituzionale federalista fino alla sua morte nel 2001.

Ricordiamo anche lo stesso Don Sturzo, fondatore del Partito Popolare, che Gianfranco Miglio fece in tempo a conoscere negli ultimi anni della sua vita. Don Sturzo non aderì alla Democrazia Cristiana in polemica con il dilagante centralismo e statalismo economico. Secondo Gianfranco Miglio, Don Luigi Sturzo ormai viveva esule in patria e si sentiva estraneo ad un cattolicesimo che era molto cambiato da quando egli, nel 1924, aveva lasciato l'Italia. ("Riscoprire Sturzo ? Sì, ma quello federalista", G. Miglio, la Stampa 11/5/1993).

Cattolicesimo di matrice democristiana cambiato in peggio, perché accettò il compromesso storico con le lobby finanziarie e con le classi politico-burocratiche corrotte e clientelari create dal fascismo, di fondare la nuova Repubblica nata dalla Resistenza, sulle antiche basi del centralismo Regio. La dittatura di Mussolini trovò proprio nello stato monarchico accentrato italiano lo strumento già pronto per il proprio predominio sul Paese (dalla Carta di Chivasso (TO).

Ricordiamo anche tutti i partigiani federalisti interni valdostani e piemontesi, sempre di ispirazione cattolica come Emile Chanoux, Edoardo Pons, Giorgio Peyronel, Mario Alberto Rollier, Osvaldo Coisson, Federico Chabod, Gustavo Malan ed Ernest Page, che scrissero la Carta di Chivasso, un documento fondamentale per i federalisti e gli autonomisti, che si batterono per un'organizzazione federalista della Repubblica all'interno dell'Assemblea Costituente.

Il 25 aprile c'è stata la Liberazione, sì, ma è stata una rivoluzione incompiuta. I Federalisti che parteciparono alla Resistenza, come insegna l'esempio di Gianfranco Miglio, combattono ancora oggi.
Serve il Federalismo per avere una democrazia compiuta e la piena libertà di essere padroni a casa nostra.

Angelo Veronesi

 

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10 aprile, 2007

Solidarietà all’Arcivescovo Bagnasco

 


I Giovani Padani desiderano esprimere la più sincera solidarietà e vicinanza al Mons. Angelo Bagnasco vittima di atti intimidatori. Ci auguriamo che la situazione ritorni alla normalità e che, al più presto, si riescano ad individuare gli autori di simili gesti. E’ importante difendere ogni libertà compresa quella di professare liberamente la propria fede e la propria religione. Quello che è successo a Genova è grave e non va assolutamente sottovalutato; bisogna denunciare ed isolare chi compie questi gesti, troppo spesso coperti da personaggi legati ad una cultura estremista che a Genova esiste da anni tra l’indifferenza di cittadini ed amministratori locali.

Ancora una volta è palese il livello di intolleranza ed il clima di “odio” raggiunto dalla sinistra radicale nei confronti di chi la pensa diversamente; è impensabile vedere un rappresentante di Dio come Mons. Bagnasco doversi muovere sotto scorta in un paese come il nostro, che dovrebbe essere tra i più democratici del mondo. Ci auguriamo che tutto questo possa essere solo opera di gruppi isolati e che, prima o poi, la democrazia e la libertà possano giungere anche a Genova, teatro troppo spesso di episodi come questo.

Andrea Bronda
Coordinatore Provinciale 

 

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08 aprile, 2007

Al Nord studenti supertartassati

 


Bullismo, risse, professoresse che parlano di “dita nel culo” (frase riportata in un editoriale del Corriere) con gli alunni, portatori di handicap messi alla berlina: purtroppo anche questo è la nostra scuola.

E adesso balza agli onori della cronaca l'ennesima tragedia, un ragazzo che si suicida dopo oltre un anno di insulti da parte dei suoi compagni di classe, nata in un istituto tecnico di Torino. Forse è tutto enfatizzato dai media, forse tutto è reso immediato e tragico dall'uso delle nuove tecnologie, forse non siamo di fronte ad una vera e propria emergenza nazionale, di certo quello che succede nelle nostre scuole merita un approfondimento. Da parte di tutti: professori, alunni, sindacati, forze sociali, associazioni. E la politica.

I legislatori, in primis, non possono tirarsi indietro alzando gli occhi per non vedere quanto succede nel nostro sistema scolastico. In Italia come in Padania. Compito di chi siede in Parlamento è fare le leggi. Almeno fino a quando la scuola, come da sempre chiediamo noi della Lega Nord, non divenga materia esclusiva delle Regioni. Questo sarebbe il primo passo da compiere perché solo quelle istituzioni che sono vicine alla gente possono risolvere con cognizione di causa i problemi che nascono sul territorio. Fino ad oggi, da Roma, dal Governo di sinistra, sono venute solo leggi inutili, pensando che vietare l'uso dei cellulari nelle classi possa essere risolutivo per lo sfacelo cui sta andando incontro la scuola pubblica.

Ma quello che più sconcerta di questo Esecutivo è il totale disinteresse verso le regioni del Nord. Sebbene il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e le altre realtà che compongono la Padania siano tra le regioni più ricche dell'intera Europa, ogni anno siamo costretti a mendicare soldi da Roma. Senza il federalismo fiscale, anche per acquistare un “cancellino” o un “gessetto” le nostre scuole devono chiedere l'autorizzazione al ministero. Con tutti i ritardi e le lungaggini che questo comporta.

Di fronte alle richieste che arrivano dal territorio, il Potere Romano risponde con arroganza, se non con aperto razzismo. L'ultimo vergognoso esempio ci è dato dalla Finanziaria 2007 con cui la maggioranza ha compiuto quella secessione scolastica che noi abbiamo sempre temuto: al Sud, secondo Fioroni e Mussi, ci sono ragazzi di serie A, al Nord di serie B. Questa discriminazione viene evidenziata, in tutta la sua scandalosa portata, dai finanziamenti che Roma ha deciso di distribuire sul territorio.

Per le scuole campane sono stati stanziati 184 milioni di euro, che corrispondono a 32,3 euro per studente. In Puglia arrivano 100 milioni di euro, pari a 24 euro per studente. Al Nord, invece, Roma riserva spiccioli, elemosina. Alla Lombardia vengono stanziati 43 milioni di euro, pari a 4,8 euro per studente. Al Veneto vengono elemosinati 31 milioni di euro, 6,80 euro per studente. Il Piemonte non può certo ridere con i suoi 40 milioni di euro, 9,60 euro per alunno.
Con quale altro termine definire questo atteggiamento se non con la parola razzismo? Eppure tutti, sottolineo tutti, quei soldi sono nostri, arrivano dalle nostre terre, dalle nostre regioni, dai nostri lavoratori. Sarà anche vero che Fioroni e Mussi sono più concentrati sulle loro beghe di partito e non hanno tempo da perdere con i problemi degli studenti padani, ma se è così si dimettano, subito.

Il 21 aprile il movimento studentesco della Lega Nord e il Movimento Giovani Padani saranno davanti ai cancelli di circa 500 scuole del Nord per informare i nostri ragazzi su quello che succede. Una settimana dopo, con il Movimento Universitario, replicheremo negli Atenei dove i numeri sono, se possibile, ancora più vergognosi. Ogni studente lombardo paga in tasse universitarie 1.770 euro all'anno, il veneto 1.053, l'emiliano 993. Al Sud i dati si capovolgono: l'universitario campano paga 478 euro, il calabrese 452 e il sardo 412.

Di fronte ai numeri, non alle semplici e soggettive opinioni, la mobilitazione è necessaria. Perché tutti sappiano che per Roma esistono gli studenti di serie A e di serie B. Perché per il governo la secessione è già stata fatta, con il Nord che lavora e paga e il Sud che riceve. Perché tutti sappiano che noi, esponenti della Lega Nord e giovani padani, saremo sempre dalla parte della nostra gente, contro Roma Ladrona.

Paolo GRIMOLDI

 

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