LA CULTURA ISLAMICA - Lega Nord Savona

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LA CULTURA ISLAMICA




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Apriamo gli occhi e iniziamo a reagire con la scusa di essere tolleranti e democratici ci stiamo facendo colonizzare da questi pazzi, fanatici e pericolosi. A casa loro ci insultano, bruciano chiese e pretendono che si seguano le loro regole, quando vengono a casa nostra continuano ad insultarci, non seguono le nostre regole, pretendono di avere le moschee, di coprirsi il volto nonostante la nostra legge lo vieti e di vivere e comportarsi come meglio gli aggrada. Fino a quando continueremo a tollerare tutto questo? fino a quando faremo finta di non sentire e non vedere ciò che accade? Che futuro lasceremo ai nostri figli?


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ITALIA 17-09-2009
Questa ragazza marocchina di nome Saana è stata sgozzata dal padre il quale non tollerava che avesse un fidanzato italano.                
La madre ha perdonato e giustificato il marito asserendo che la figlia aveva torto.
Pensate con quanto odio e con quanta ignoranza vivono nel nostro paese questa gente dotata di una pericolosità estrema.
La cosa più inquietante è che molti politici italiani lottano per dare il voto a casa nostra a questi fanatici.

Erasmo Belledonne - Lega Nord Savona


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PER NON DIMENTICARE CHI E' L'ISLAM.....


OGGI 8 SETTEMBRE 2009 NEL SUDAN UNA GIORNALISTA PER AVERE INDOSSATO I PANTALONI E' STATA ARRESTATA E CONDANNATA PER DIRETTISSIMA A RICEVERE 40 FRUSTATE. VIENE SALVATA DAI COLLEGHI CHE PAGANO UNA CAUZIONE E LA LIBERANO. NEL SUDAN MIGLIAIA DI DONNE SONO IN ATTESA DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO PER LE QUALI NESSUNO PAGHERA' LA CAUZIONE.

CONTEMPORANEAMENTE IN ITALIA MOLTI POLITICI COMBATTONO PER DARE IL VOTO POLITICO A CASA NOSTRA AGLI IMMIGRATI CHE PROVENGONO TUTTI DA QUELLE CULTURE SE NON PEGGIO. 

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Edouard Ballaman

Dopo aver realizzato il cortometraggio Submission, il regista olandese Theo Van Gogh venne assassinato (2 novembre 2004)da un estremista islamico e il produttore,per paura di fare la stessa fine, decise che il filmato non sarebbe più stato trasmesso. Alcune settimane dopo la sua morte alcuni amici olandesi me ne hanno consegnata una copia  pregandomi di adoperarmi per farlo conoscere a più persone mi fosse stato possibile.

Il mio movimento,la Lega Nord,si è attivato in maniera splendida organizzando incontri nelle sedi,nei cinema,nei teatri e in ogni luogo fosse possibile la trasmissione del cortometraggio.Alle proiezioni di Submission hanno fatto sempre seguito dei dibattiti molto interessanti in cui sono state fatte molte domande sull ’Islam. Dalle domande che venivano poste è nata l ’idea di realizzare questa piccola guida allo scopo di fornire un minimo di informazioni sul mondo islamico e sul Corano,lasciando ai lettori trarre le dovute considerazioni circa le reali volontà di integrazione e i rischi che la nostra società e la nostra civiltà stanno correndo.

                                                  
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Pubblichiamo alcune sintesi della:

GUIDA ALLA CULTURA ISLAMICA di Edouard Ballaman

Allah

Non è una divinità adorata dai musulmani ma Dio assoluto e unico. E ’ una parola composta da “Ilah ”che vuol dire Dio e dall ’articolo “al ”. Allah potrebbe corrispondere alla parola italiana “Iddio ”.L ’Islam deve probabilmente questo termine al paganesimo preesistente:esistono in- fatti testimonianze che comprovano l ’esistenza pre-islamica di un ’iden- tica divinità suprema.Maometto ritenne probabilmente necessario non introdurre una divinità nuova e riscattare quella pagana precedente sottoponendola ad una specie di “purificacazione dogmatica ”.

Corano

Il Corano (al-qur’an, che significa:"recitazione ") non è opera di Maometto, ma sarebbe un libro rivelato, intorno al 610 d. C. da Allah mediante l’arcangelo Gabriele. Secondo la tradizione il Corano deriverebbe da un modello conservato in cielo e chiamato "Madre del Libro ". Allah lo avrebbe fatto scendere su Maometto in una "notte benedetta "e poi lo avrebbe rivelato successivamente a frammenti, così un frammento posteriore può abrogarne uno precedente.

Il Corano è "parole di Allah ": perciò è "infallibile ", "inalterabile ", "inimitabile ", non interpretabile. Confermerebbe i messaggi precedenti della Legge ebraica (torah) e del Vangelo (in arabo sempre singolare: al-Injil) . Il Corano è composto da 114 capitoli chiamati "sura ", ognuno dei quali è diviso in versetti. Le sura non sono disposte in ordine cronologico, né in ordine logico, ma secondo la loro lunghezza, dalla più lunga alla più corta. Per il musulmano il Corano è l’inflessibile parola di Dio. Si sostiene che queste rivelazioni siano state conservate esattamente nella forma in cui vennero svelate, senza alcun cambiamento o aggiunta o perdita. Per un occidentale è un libro confuso e pieno di contraddizioni fra un passo e l’altro. Se ne accorse anche Maometto che rimediò affermando:"Allah può abrogare tutto quello che vuole, anche quello che ha detto prima ". Lo stesso Allah in una sura (2, 100) confermò la possibilità dell’abrogazione:"per questo brano che abroghiamo o che ti faremo dimenticare ne accorderemo uno migliore o uguale ad esso ". Insomma, secondo l’Islam, Dio può sbagliare ed è difficile stabilire come Maometto abbia potuto conciliare l’idea di abrogazione con quella del testo immutabile custodito in cielo.

Un esempio tipico della "divina abrogazione "è la proibizione del vino: nella sura n. 16 (96) è permesso;nella sura n. 2 (216) :"nel vino vi è più male che bene ";nella n. 4 (46) si raccomanda di non pregare in stato di ebbrezza;nella n. 5 (92) :" è abominevole opera di Satana ".

Corano libro di pace

Può il Corano essere considerato "libro di pace"come sostiene una certa stampa di Sinistra? Pensiamo proprio di no. Vediamo il perché. Due volte nel Corano i musulmani sono chiamati il "partito "la "fazione " di Allah mentre tutti gli altri sono chiamati i "nemici di Allah "(sura n. 41, 19;sura n. 41, 28) . Nella sura n. 5 (57, 57) si afferma:"colui che sceglie come amici e alleati Allah, il suo messaggero (Maometto) e i credenti (musulmani) sceglie il partito di Allah che avrà la vittoria ". Anche la sura 58 (22, 23) preannuncia la vittoria sui miscredenti. Il Corano fa chiara differenza fra i musulmani e tutti gli altri. Fra i due gruppi c’è "distinzione ", "separazione ", "distanza "e "rifiuto "anche se tal volta si possono trovare versetti di amicizia accondiscendente.

Considerazioni finali sul Corano

Nonostante il Corano contenga alcuni lodevoli principi morali (elemosina, rispetto dei genitori, necessità della preghiera ecc. ) questi aspetti sono oscurati da principi ignobili:intolleranza nei confronti dei non musulmani, incitamento alla violenza e all’uccisione, sottomissione delle donne agli uomini, accettazione della schiavitù, punizioni barbariche ed il disprezzo della capacità umana di poter liberamente criticare, ragionare, dibattere. Nel Corano si evidenzia che il diritto di famiglia islamico è incompatibile con il nostro e che la visione della vita pubblica proposta, prospettando una perfetta fusione tra religione e politica, è lontanissima dalla nostra.

Finché l’Islam continuerà a credere il Corano "divino "ed "eternamente vero "(e quindi immutabile nel tempo) non sarà possibile alcun tipo di progresso né civile né umano poiché la società perfetta era e sarà sempre quella descritta nel Corano nel VII secolo d. C. La mezzaluna, il simbolo dell’Islam La Luna compare spesso nel Corano, ma il simbolo dell’Islam non deriva dal Libro Sacro bensì dal ricordo di una famosa battaglia che oppose l’Islam alla cristianità. Verso il lago Tiberiade, nell’antica Palestina, c’era una collina rocciosa con due vette, detta: "I corni di Hattin ", qui nel tardo pomeriggio del 4 luglio del 1187 il Sultano Yusuf ibn Ayyub Salah-an Diin, detto il Saladino, annientò l’esercito cristiano e divenne virtualmente padrone del Medio Oriente. La battaglia finì nella notte e all’alba nel cielo ancora scintillava una falce di luna e una stella.

Islam

La parola viene tradotta generalmente con "sottomissione ". La radice araba s-l-m significa anche:"abbandono a Dio "e "arrendersi alla sua volontà ". Secondo i seguaci di questa religione è la "vera "fede che aggiorna e completa e, nello stesso tempo, abroga le altre religioni monoteiste (ebraismo e cristianesimo) . L’Islam è la religione della "sottomissione ", del "timore "e dell’abbandono fedelistico e del fatalismo (inshallah: se Dio vuole).

Maometto

Il Profeta dell’Islam nato probabilmente alla Mecca tra il 569 e il 571 d. C. . Orfano di padre e a sette anni anche di madre fu affidato a uno zio;fra il 595 e il 600 sposò la ricca vedova Khadijah che lo aveva preso al proprio servizio. Fu la prima convertita all’Islam e dette al profeta tre figli maschi (tutti morti in età giovanissima) e quattro femmine tra le quali Fatima che poi andò in sposa Alì (vedi voce Islam) .

Donna

L ’Islam è profondamente antifemminista come rivelano alcune Affermazioni celebri:“Impedite alle donne di imparare a scrivere. Dite no ai loro capricci (Omar, II Califfo, 581-644); "La donna è un demone, e questo è terribile, ma è un demone necessario ", "Non si dovrebbe mai chiedere un consiglio a una donna, perché privo di valore "(Alì, cugino del Profeta, 600-661).

In genere l ’Islam considera le donne intellettualmente, moralmente e fisicamente inferiori. "Le donne hanno, meno ragione e fede degli uomini ", recita un famoso proverbio arabo. Essendo considerata inferiore all ’uomo nell ’ordine politico e in quello giuridico, la donna è quasi sempre stata esclusa dal potere, non può essere giudice, né direttore di preghiera (imam), né predicatore, né curatore matrimoniale (in Arabia saudita non possono nemmeno avere la patente). Nei giudizi la testimonianza di un uomo equivale, generalmente a quella di due donne, e nelle successioni, alla donna viene assegnata di regola la metà della quota data all ’erede di sesso maschile.

Salvo eccezioni è l ’uomo che prende l ’iniziativa di sciogliere il matrimonio e può unilateralmente pronunciare la formula del ripudio.

E’ tollerata la poligamia (eccetto in Tunisia)sebbene la tendenza, forse per questioni economiche sia oggi limitarsi a una sola moglie. Gli uomini sono autorizzati a sposare donne non musulmane (purché monoteiste) mentre alle donne è severamente proibito sposare non islamici. In certi paesi islamici il diritto allo studio è limitato per le donne e molte bambine, a 14 anni circa, lasciano la scuola per prepararsi al matrimonio. Per il Corano le donne sono instabili, emotive, sentimentali, influenzate dai loro ritmi biologici, prive di giudizio. Sono psicologicamente labili e inferiori all ’uomo. "Non si dovrebbe mai chiedere consiglio a una donna perché il suo parere è privo di valore ", così affermava Alì cugino del Profeta;e ancora “la donna è un demone e quello che è peggio è che è un demone che l ’uomo ritiene necessario ". Si dice che Maometto non accettasse la testimonianza di una donna in materia di matrimonio, divorzio e punizioni “stabilite " ((hudud).

Le punizioni stabilite

Diamo ora una breve rassegna delle punizioni contemplate nel Corano e negli Hadith. Per l ’adulterio è prevista la lapidazione;per la fornicazione 100 frustate;per l ’apostasia è prevista la morte;per il consumo di vini e alcolici 80 frustate o a discrezione la morte;per il furto è prevista l ’amputazione della mano destra;per la rapina si tagliano le mani e i piedi;per una rapina con omicidio è prevista la morte per crocifissione o spada.

I giuristi dell’Islam accettano solo la testimonianza di testimoni maschi;la voce di una donna è priva di valore. In caso di adulterio ai tempi di Maometto le donne trovate colpevoli venivano "murate vive in casa ": “chiudetele in casa finché le coglierà la morte o fino a quando Allah apra loro una via "(sura n. 4, 15). Poi in un passo successivo il Corano abrogò questa pratica che fu sostituita dalla lapidazione. Per la legge coranica è lecito per l ’uomo uccidere la moglie o l ’amante colti in "fallo", ricordiamo che è adultera anche la donna violentata in quanto se violentata ha sicuramente indotto in tentazione l ’uomo. Infibulazione Le mutilazioni sessuali femminili (in fibulazione e clitoridectomia) sono ampiamente praticate in Africa occidentale, sahariana e orientale, così come nello Yemen e nell ’Oman. Le loro origini sono addirittura legate a tradizioni dell ’Egitto faraonico (da qui il nome di "infibulazione faraonica ").

L ’infibulazione e l ’escissione della clitoride non sono menzionate dal Corano anche se i dottori in teologia che si degnano di affrontare l ’argomento raccomandano la pratica considerata un “atto pio ". E ’ una operazione dolorosa e orribile che può essere effettuata con coltelli, rasoi e pezzi di vetro, di rado con l ’anestesia. Dopo l ’escissione le parti sono ricucite con filo di cotone o filo di pelle di pecora. Può portare gravi problemi per la salute delle donne, e anche alla morte. Dopo la cucitura, rimane solo un “asteo "(forellino)vaginale piccolissimo tanto da creare problemi al flusso mestruale e al passaggio dell ’urina.

La donna infibulata soffre di dolori pelvici e cisti, oltre, naturalmente a gravi problemi psicologici. Al momento del matrimonio l ’infibulazione viene allargata per permettere i rapporti sessuali (anch ’essi molto dolorosi).

Velo

Il “velo "(hijab), termine arabo che indica qualcosa che impedisca a qualcos ’altro di essere visto (abito, schermo, tenda, muro, ecc, ). Possiamo anche citare i nomi di altri indumenti usati per coprire la donna musulmana, fra questi il Burka (in Pakistan e Afganistan), il Chador (in Iran), il Tarna ed il Chambar (in Egitto e Siria).

L'esistenza dell ’obbligo di portare il velo nel mondo musulmano è questione discussa anche se i suoi sostenitori si appellano, in modo piuttosto rocambolesco, a due sura (capitoli)del Corano:la n. 33 (v. 59)e la n. 24 (v. 31). In nessuna delle due sura è però espresso l ’obbligo del velo. I versetti appaiono piuttosto un invito rivolto alle donne ad assumere un atteggiamento dignitoso indossando una tunica o un mantello per tenere nascoste "certe parti "del corpo. Su quali siano queste parti insigni teologi e giuristi hanno a lungo dibattuto. E ’ comunque un errore attribuire un origine religiosa all ’uso del velo che deve essere piuttosto considerato un simbolo della condizione servile della donna imposto dalla società, fortemente maschilista islamica.

Il velo e l ’obbligo delle donne musulmane di rimanere segregate in casa vennero con l ’Islam e dai suoi teologi che sostenevano la superiorità dell ’uomo sulla donna. Così, secondo il pensiero del noto giurista e riformatore religioso del XI secolo, Al-Ghazali, l ’organizzazione islamica deve tendere a neutralizzare il potere delle donne sull ’uomo, pericoloso, in quanto distruttivo della stessa organizzazione sociale basata sul sostenuto potere conferito all ’uomo da Dio e sull ’autorità dell ’uomo nella famiglia, nucleo principale della società.

L’imposizione del velo o del burka, in alcune società islamiche tradizionaliste è simbolo di segregazione, di gelosia, di possesso, è simbolo dell ’egoismo dell ’uomo islamico fermo nel tempo al medioevo. Simbolo di mancanza di fiducia del padre, del fratello, del marito;trasforma la donna in merce di scambio da incartare e mettere via. E ’ frutto di menti psicopatiche, frustrare e ossessive. E il tragico di tutto questo comportamento è che si fonda sul nulla religioso.

Moschea

La moschea non è soltanto un luogo di culto e non può essere paragonata a una chiesa. La moschea (dall ’arabo:masgid che significa “prostrarsi ", ma esiste anche il termine ‘gami, cioè "luogo di riunione ") non è un tempio consacrato, è invece il luogo dove la comunità si raduna per esaminare le questioni attuali che la riguardano:sociali, politiche e anche per la preghiera. La comunità si raduna ogni venerdì, a mezzogiorno, per la preghiera pubblica sotto la direzione di una guida (imam) che non è un sacerdote ma solo un interprete del magistero coranico. Contrariamente a quanto si crede il venerdì non è il giorno in cui non si lavora, come la nostra domenica, anche in Arabia Saudita è giorno lavorativo e si chiudono i negozi solo a mezzogiorno, nell ’ora del raduno. La prima moschea fu costruita da Maometto a Medina, nel 622 d. C. , ed era la dimora del Profeta.

Oggi, con il diffondersi del terrorismo alcune moschee sono diventate anche luoghi militari dove preparare il Jihad, la guerra santa:sono vere e proprie fucine di plagio, basi operative dove gli estremisti trovano protezione, finanziamenti e coperture.

Integralismo e fondamentalismo

Il fondamentalismo islamico è un fenomeno abbastanza recente e affonda le sue origine nei movimenti di rinascita dell’Islam e nelle dottrine ultraortodosse e iconoclaste (che spiegano ad esempio la distruzione delle statue dei grandi Buddha in Afganistan ad opera dei talebani)di ‘Abd al Wahkab (1703-1792)che dette origine al movimento Wahabita diffuso oggi principalmente in Arabia Saudita. Questa ideologia risente in maniera profonda delle dottrine politiche del teologo e giureconsulto Ibn Taymiyyah (1263-1328)vissuto dopo il trauma dell’Orda d’oro mongola che spazzò via tutti i paradigmi politici e le istituzioni musulmane preesistenti.

Jihad

Letteralmente significa:"sforzo","impegno"a proseguire sulla retta via segnata dall’Islam. L’Islam distingue fra"grande"Jihad (lotta spirituale)e la"piccola"Jihad (guerra santa a scopo difensivo). Nel medio evo, sotto l’occupazione mongola, il giurista Ibn Tammiyya (XIV secolo)trasformò la Jihad in imperativo offensivo. In seguito il concetto fu sviluppato e amplificato fino a farne un vero e proprio sesto pilastro dell’Islam. Le opere di Ibn Tammiyya furono largamente diffuse in Egitto intorno alla seconda metà del secolo scorso, in edizioni propagandarte dall’Arabia Saudita, dove l’Islam wahabbhita (vedi voce)lo aveva designato maestro indiscusso. I movimenti radicali vi trovano la teorizzazione della lotta armata e del terrorismo.