Intervento edilizio nelle aree dell’ex Parco Doria: chiaro esempio di cattiva amministrazione.
La Lega, ritenendo fondate le proteste dei cittadini di Via Stalingrado contro l’intervento edilizio in fase di esecuzione nell’ex Parco Doria, ha deciso di affiancarli in questa loro impari lotta contro l’Amministrazione comunale.
Come è noto, infatti, l’Amministrazione comunale, nonostante sia evidente la necessità di apportare delle modifiche al progetto in questione, a tutela della vivibilità e della salute dei cittadini, ha deciso, esclusivamente per evitare un possibile deprezzamento dei lotti in costruzione, di proseguire, indifferente, nella prevista cementificazione dell’ex Parco Doria ed in particolare nella costruzione della contestata strada di servizio, che scorrerà su un terrapieno artificiale ad una quota altimetrica di 15 metri sul livello del mare (superando in alcuni casi l’altezza delle stesse abitazioni) e ad una distanza dalle case che una perizia tecnica ha accertato essere in alcuni casi inferiore a quella stabilita dalla legge (10 metri dalle abitazioni e 5 metri dai confini).
Considerate le forti ripercussioni che tale intervento avrebbe su una zona così densamente abitata, con indiscutibili effetti negativi dal punto di vista dell’inquinamento acustico e dell’aria, la Lega, schierandosi al fianco dei cittadini, ha chiesto la convocazione urgente della Commissione consiliare permanente “Lavori Pubblici, Ambiente” e del Consiglio Comunale per riprendere la discussione, interrotta nel mese di agosto a causa della indisponibilità al confronto della Giunta comunale e di alcuni consiglieri di maggioranza, ed ottenere:
1) la salita dei veicoli sulla citata strada di servizio dalla parte dei campi da tennis (al fine di diminuire l’inquinamento acustico ed atmosferico in danno degli edifici adibiti a civile abitazione);
2) il mantenimento della strada di servizio ad una quota altimetrica di 15 metri sul livello del mare per il tratto strettamente indispensabile ad accedere agli insediamenti produttivi, prevedendo, però, la discesa dei veicoli alla quota di campagna prima di transitare davanti all’edificio situato al civico n. 9 di Via Stalingrado (edificio adibito a civile abitazione che si troverebbe ad avere la strada di servizio ad una altezza superiore a quella del tetto e ad una distanza inferiore a quella prevista dalla legge).
Appare, poi, chiaro che la disponibilità dell’Amministrazione (per ora solo esternata ai giornali) ad accogliere solo alcune delle richieste dei cittadini, e più precisamente quella di spostare la costruzione della palestra in prossimità dei campi da tennis e quella di rinunciare alla costruzione di una centrale di microcogenerazione di elevata potenza in prossimità delle case, NON può essere ritenuta sufficiente.
Non è accettabile, infatti, quando è in gioco la salute dei cittadini e la vivibilità di un quartiere, che una Amministrazione Pubblica, colpevole di avere approvato un progetto edilizio così penalizzante per coloro che abitano in Via Stalingrado, giochi al ribasso, come in una normale contrattazione commerciale, con la principale finalità di “non rendere meno appetibili” gli insediamenti produttivi.
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