SICUREZZA - Lega Nord Savona

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SICUREZZA

Savona 07/06/2010. Il ministro dell’interno, Roberto Maroni, domani mattina, sarà a Savona per la firma, presso la sede della prefettura, del “Patto per la sicurezza per la Provincia di Savona”.

“Il Patto è stato proposto dalla Provincia in accordo con il Comune di Savona, le forze dell’ordine, la Prefettura e tutti i comuni costieri con più di 10 mila abitanti del Savonese:  Alassio, Albenga, Albisola Superiore, Finale Ligure, Loano e Varazze” spiega Angelo Vaccarezza che precisa: “Questo patto mirato è mirato al contrasto dell’illegalità, della malavita, dell’immigrazione clandestina e di tutti quei reati che possono turbare l’ordine pubblico”.

“Una volta firmato il Patto partirà il lavoro di raccordo e di controllo tra le varie forze di polizia e, ogni sei mesi, sul territorio verrà fatta una verifica dello stato dei ‘lavori’” aggiunge il numero uno di palazzo Nervi che prosegue: “Noi come Provincia investiremo nel progetto 70 mila euro: 20 mila per la formazione del personale qualificato e 50 mila per l’acquisto di due mezzi idonei a pattugliare le zone del centro storico che saranno dati uno ai carabinieri e uno alla Questura”.

“La Provincia di Savona ha molto a cuore la sicurezza infatti abbiamo anche un piano di investimenti da 200 mila euro per portare avanti l’integrazione del servizio di videosorveglianza tra i comuni. “Infine ci tengo a ringraziare per il risultato che raggiungeremo domani con la firma di questo patto il Prefetto Sammartino per l’impulso che ha dato a questo progetto ma anche la dottoressa Frediani insieme alla quale erano state gettate le basi di questa firma” aggiunge il presidente della Provincia. Come sindaco di Loano invece Vaccarezza aggiunge: “Se avessimo le mani meno legate e potessimo spendere di più, soprattutto sulla sicurezza potremmo fare moltissimo”.

“Domani mattina discuteremo del patto in giunta – ha commentato appena appresa la notizia, Federico Berruti, sindaco di Savona – qui in provincia tutti stiamo lavorando con grande impegno, spero però che il governo venga in aiuto alle istituzioni locali dando qualche risorsa in più per sostenere i nuovi compiti a carico delle istituzioni previsti dal patto”.

Mafia, vergognose le accuse di De Magistris alla Lega

"Trovo vergognose le parole del deputato europeo dell'Idv, Luigi De Magistris contro la Lega Nord". Questa la replica di Marco Rondini, deputato della Lega Nord, alle dichiarazioni dell'eurodeputato dell'Idv, secondo il quale nella lotta alla criminalita' organizzata il Carroccio avrebbe "issato bandiera bianca". "E' quasi inutile - sostiene il deputato milanese - ricordare a De Magistris, che in Italia mai prima d'ora la lotta alla mafia ha segnato tante vittorie. Il ministro che piu' di ogni altro si e' battuto per raggiungere questo risultato si chiama Roberto Maroni ed e' uno degli esponenti di punta della Lega Nord. Il suo lavoro e' stato tanto importante da ottenere il plauso anche da oppositori politici e intellettuali, come il noto Roberto Saviano, che lo ha definito il migliore ministro dell'Interno del dopoguerra. Anche a livello territoriale, tutti i dirigenti del movimento sono da sempre attentissimi al tema della lotta alle mafie. Lo testimonia il fatto che mai, e sottolineo mai, il nostro movimento ha avuto esponenti anche solo sospettati di avere collusioni con ambienti malavitosi. Cosa che non si puo' dire di molti altri partiti. Noi siamo l'anti-mafia del fare, quella che produce effetti. Gli altri, invece - conclude Rondini - sono l'anti-mafia del dire. Quelli che si riempiono la bocca di belle parole e si fanno passare per paladini della legalita', salvo poi non fare nulla. O peggio, l'opposto di quello che sostengono".


(08/02/2010)
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 L'impegno del Governo contro la Mafia entrerà negli annali della storia
 
“L'impegno e la coerenza del governo Berlusconi e dei ministri Maroni e Alfano nella lotta alla mafia è indiscutibile. La risposta migliore a certe affermazioni di alcuni media ed esponenti della opposizione sono l’arresto di interi clan e la definitiva scomparsa della mafia palermitana. Gli slogan nascono e muoiono in un nanosecondo, la lotta di un governo serio al crimine mafioso rimane negli annali della storia”. Così la vicepresidente del Senato Rosi Mauro alla conferenza stampa al Senato sulla lotta alla mafia con i ministri Maroni e Alfano ed esponenti della maggioranza. Rosi Mauro ricorda come sia Falcone che Borsellino “parlarono anche del radicamento di alcune mafie estere con Cosa Nostra e la 'ndrangheta. Noi lo ricordiamo ancora e - aggiunge Rosi Mauro - a maggior ragione, oggi più di ieri dopo che la Lega Nord ha ottenuto che la commissione parlamentare Antimafia si occupi anche dei fenomeni delle mafie e delle organizzazioni criminali di altri paesi che operano nel nostro territorio”. Sui pentiti, che la senatrice della Lega paragona a “pentiti dell’antimafia”, Rosi Mauro sottolinea come questi “cercano in tutti i modi con le loro dichiarazioni di sfiduciare questo governo davanti ai cittadini. Un governo che in più di 500 giorni dal suo insediamento è riuscito a decapitare la criminalità mafiosa e a stravolgere i piani dei boss, questi ultimi ormai ridotti a pochi esemplari. Questi 'pentiti dell’antimafià non faranno breccia nel popolo che sa benissimo da che parte sta la giustizia”.


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Il burqa afghano, il chador persiano sono gli indumenti che la tradizione musulmana impone alle donne allo scopo di nascondere più o meno estesamente le proprie fattezze. 
 

MODIFICHE ALLA LEGGE 22 MAGGIO 1975, 152 IN MATERIA DI TUTELA DELL’ORDINE PUBBLICO ED IDENTIFICABILITA’ DELLE PERSONE

 

Articolo 1

 

L’articolo 5 della Legge 22 maggiio 1975, n° 152 è stato sostituito dal seguente:

 

  1. “è vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualsiasi altro mezzo atto a rendere impossibile o difficoltoso il riconoscimento della persona, intendendosi per difficoltoso ogni mezzo che non renda visibile l’intero volto, in luogo pubblico o aperto al pubblico, inclusi gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa. 
  2.  
  3. l’uso di caschi protettivi è consentito soltanto quando esplicitamente imposto dalle leggi in materia di sicurezza stradale ed in occasione delle manifestazioni di carattere sportivo che tale uso comportino.
  4.  
  5. il contravventore è punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da mille a duemila euro.
  6.  
  7. per la contravvenzione di cui al presente articolo è facoltativo l’arresto in flagranza”.


Le norme dell’articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n° 152 modificate nel 2005 sono state tuttavia l’oggetto di un’applicazione non omogenea sul territorio nazionale, in ragione delle diverse interpretazioni più o meno restrittive che ne sono state date. La presente proposta di legge mira a fare chiarezza sul senso originario delle disposizioni adottate, tenendo conto dell’accresciuta necessità di garantire per ragioni di ordine pubblico la riconoscibilità delle persone, inserendo esplicitamente tra le categorie dei mezzi vietati anche gli abiti indossati a scopo religioso qualora rendano non identificabile la persona che li utilizza.

Vengono ovviamente menzionate le eccezioni, facendo riferimento alle disposizioni concernenti la sicurezza stradale e quelle relative agli sport motoristici. Attesa la straordinaria delle misure proposte, si è prevista altresì la procedura accellerata di entrata in vigore.

 

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QUESITO PER ESPERTI.......



SECONDO VOI SOTTO QUESTA VESTE CHI C'E' ?

UNA DONNA O UN UOMO ?

UN LADRO O UN CLIENTE ?

UNA PERSONA ARMATA O UNA PERSONA INERME ?

UN TERRORISTA O UNA PERSONA PACIFICA ?


LASCIAMO A VOI DECIDERE, OPPURE CHIEDETELO A TUTTI I POLITICI CHE HANNO VOTATO CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA PROPOSTO DALLA LEGA NORD

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