CONSIDERAZIONI SULLA PIATTAFORMA DI VADO LIGURE

in aggiunta alle perplessità e preoccupazioni sulla compatibilità territoriale su Vado Ligure ed annessa rada (la più profonda del mediterraneo), peraltro spiegabile dall'analisi della micro tettonica, sulla viabilità connessa ai n°
750000 containers/anno (500 automezzi al giorno) che graviteranno su Vado ed autostrade,
si
COMUNICA che:
- la nuova diga foranea, prolungata fin dirimpetto al “Pontile Enel” ora Tirreno Power,
incentiverà l'erosione, degli arenili fronte corso Vittorio Veneto e Via Cimarosa (a Savona) e, modificando le correnti marine,
limiterà il rimescolamento delle acque calde dell'impianto di raffreddamento della Centrale Termoelettrica, restituite al mare attraverso la foce del torrente Quiliano: l'arenile di 1 km, fino al Centro Nautico Vadese, sarà ancora balneabile?
- L'interferenza della Piattaforma e della diga foranea con un sistema di faglie di neotettonica, che nell'ambito del savonese e vadese hanno imposto i solchi vallivi dei torrenti Segno, Quazzola, Lavanestro, Letimbro e Sansobbia.
Dette faglie, visibili da satellite, sono di tipo “distensivo” e quindi meno pericolose per la sismicità, ma importanti dal lato progettuale.
-
Vincolo archeologico: alla radice della piattaforma, vi è assoluto divieto di eseguire qualsiasi tipo di lavori: mi si dice che ogni qualvolta, al pontile ex Fornicoke, attracca una carboniera, la “cavitazione” prodotta dalle eliche del rimorchiatore più vicino alla battigia, libera dai limi vari reperti di epoca romana. -
Vedere (sotto) l'Ordinanza n. 89/1987 della Capitaneria di Porto di Savona. La Soprintendenza deve estendere il vincolo!
Vado Ligure,
26 febbraio 2008
Giancarlo Bertolazzi
geologo e Vice Segretario Lega Nord prov. Savona
http://www.giancarlobertolazzi.blogspot.com/